Qualità dell'acqua potabile in Italia: come misurarla
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In questo periodo siamo di fronte al problema della scarsità d’acqua, questa è sempre meno pura e sempre più inquinata a causa dell’inquinamento, per questo motivo oggi affronteremo il tema della qualità dell’acqua potabile in Italia.

In Italia ci sono dei controlli accurati da parte dell’ASL che effettua migliaia analisi all’anno la qualità dell’acqua potabile (escludendo casi eccezionali come lo scandalo PFAS nel veneto) tendenzialmente rispetta i parametri stabiliti dal ministero.

Qualità dell’acqua potabile: come misurare?

Per verificare la qualità dell’acqua potabile hai a disposizione 3 possibilità:

  1. Effettuare un test fai da te con il kit analisi acqua potabile
  2. Richiedere l’analisi dell’acqua potabile all’Asl
  3. Affidarsi ad una ditta specializzata

Per approfondire il discorso su come misurare l’acqua potabile leggi questo articolo.

Affronterò ora i parametri dell’acqua potabile e qualità dell’acqua potabile in Italia.

 

Parametri acqua potabile e qualità dell’acqua potabile in Italia

I parametri di potabilità sono stabiliti dal ministero, puoi controllarli qui nello specifico (è un elenco lungo, noioso e molto tecnico).

In poche parole onde evitare di appesantirti la lettura posso posso scriverti che il ministero stabilisce sia i parametri chimici che determinano la quantità soglia degli elementi chimici  presenti nell’acqua affinchè questa possa essere ritenuta potabile, sia i parametri analitici attraverso i quali vengono definiti gli intervalli di tempo tra una misurazione e l’altra.

Vediamo ora quali sono quelli più importanti che influenzano la qualità dell’acqua

Parametri dell’acqua potabile: il PH

Il PH dell’acqua potabile stabilisce la quantità di ioni presenti nella stessa, e stabilisce se la qualità dell’acqua è di tipo acida, basica (alcalinica) o neutra.

Quando il valore del PH è inferiore a 7 sei di fronte ad un’acqua acida (utilizzata principalmente per i lavaggi), se pari a 7 l’acqua è neutra e quando il suo valore è superiore a 7 avrai un’acqua alcalina (destinata principalmente all’alimentazione).

L’acqua in natura ha un valore che varia tra 6.5 e 8.5, quindi oscilla tra l’essere leggermente acida o leggermente alcalina (considera che non potrà mai essere neutra a causa dei minerali presenti nel terreno e nelle rocce che ne modificano il PH).

Questo decreto legislativo  stabilisce che per essere considerata acqua potabile questa deve avere un valore di PH compreso tra 6.5 e 9.5, in modo tale da poter ottenere la giusta proporzione tra odore, sapore e trasparenza dell’acqua.

Vediamo ora nel dettaglio l’acqua alcalina, continua a leggere.

Parametri dell’acqua potabile: l’alcalinità

Come scritto anche in precedenza l’acqua è alcalina quando ha un PH maggiore di 7.

L’acqua alcalina più famosa è quella ionizzata (depurata attraverso lo ionizzatore tramite l’elettrolisi).

Questa non è necessariamente di qualità migliore dell’acqua normale:benchè abbia effetti benefici sulla formazione dei calcoli renali e sia una buona fonte di minerali come potassio magnesio e calcio (ottima quindi per reidratare dopo un’intensa attività sportiva) quando viene ionizzata l’acqua se inquinata non diventa potabile, anzi la la concentrazione degli inquinanti aumenta.

Non esistono al momento degli studi scientifici che dimostrino come l’acqua alcalina possa curare l’acidosi cronica, migliorare il PH del sangue, che protegga dalle tossine, che rafforzi la flora batterica intestinale e che permetta di abbassare i livelli di zuccheri nel sangue.

Al momento sono provate solamente proprietà benefiche che regolano il rapporto tra sali minerali, equilibrio idro-salino essendo il corpo umano costituito per il 70% di acqua, e verso i calcoli renali, permette infatti di scioglierli.

Parametri dell’acqua potabile: la durezza

L’acqua potabile è considerata dura quando è ricca di magnesio e potassio.

La durezza è temporanea quando la concentrazione dei minerali può essere ridotta tramite il riscaldamento dell’acqua, se invece i minerali rimangono disciolti sei davanti ad una durezza permanente.

Il grado di durezza viene misurato attraverso i gradi francesi (F), e il ministero sempre con il solito decreto di legge ne determina i vari gradi che possono variare tra 0 e 50:

  • Acque molto dolci con F inferiore a 4
  • Acque dolci quando F varia da 4 a 8
  • Acque mediamente dure se F è compreso tra 8 e 12
  • Acque discretamente dure quando F varia tra 12 e 18
  • Acque dure se F è compreso tra 18 e 30
  • Acque molto dure con F maggiore di 30

Considerando che attraverso l’acqua potabile avviene l’integrazione di calcio e magnesio per una quantità che varia tra il 5 e il 20% della dose giornaliera raccomanda, il decreto legge determina come grado di durezza degli acquedotti un valore compreso tra 15 e 50 quindi da acque mediamente dure e molto dure.

Più un’acqua è dura maggiore sarà la quantità di sapone o detersivo necessaria per fare schiuma per questo motivo i vari detergenti fanno reazione coi minerali in modo tale da scioglierli e rendere l’acqua più dolce. Ciò però comporta un aspetto inquinante da non sottovalutare.

Non si può stabilire a prescindere il grado di durezza ottimale per l’acqua potabile essendo l’uno diverso dall’altro, però posso anticiparti che bere acqua ricca di magnesio e potassio riduce la probabilità di infarto in maniera proporzionale alla durezza.

Parametri dell’acqua potabile: la conducibilità elettrica

La conducibilità elettrica o EC aumenta all’aumentare della presenza dei sali minerali aumenta anche la conducibilità elettrica favorendo quindi il passaggio di corrente. L’acqua pure per esempio non è un buon conduttore di corrente.

La conducibilità elettrica dell’acqua potabile viene misurata attraverso i microsiemens per centimetro (µScm-1) misurati ad una temperatura di 20° centigradi (stabilito come sempre dal ministero della salute), e tendenzialmente assume dei valori compresi tra 100 e 1000, e per legge non deve superare i 2500 µScm-1.

Parametri dell’acqua potabile: il residuo fisso

Il residuo fisso determina la quantità di sali minerali presenti nell’acqua, il quale avviene tramite la seguente procedura:

Si riscalda un litro d’acqua alla temperatura di 180°, facendola evaporare e i milligrammi di minerali che non subiscono il processo di evaporazione rappresentano appunto il residuo fisso, come puoi facilmente dedurre anche tu viene rappresentato dal rapporto dei milligrammi per ogni litro d’acqua (mg/l).

A seconda del residuo fisso presente in essa l’acqua potabile può essere di 4 tipologie:

  1. Povera di sali quando assume un valore inferiore a 50mg/l
  2. Oligominerale se i mg/l sono compresi tra 51 e 500
  3. Mineralizzata quando ha un valore tra i 501 e 1000 mg/l
  4. Ricca di sali se mg/l è maggiore di 1000

Il famoso decreto stabilisce il limite massimo a 1500 mg/l oltre tale limite si parla di acque terapeutiche, le quali benchè siano vendibili nei supermercati e in farmacia si consiglia di utilizzarle sotto il consiglio del medico.

Qualità dell’acqua potabile in Italia: conclusioni

In Italia come spesso ti ho indicato in questo articolo c’è una forte disciplina in materia di acqua potabile. Esclusi quei casi di inquinamento idrico dovuto ad attività umane verso le quali negli ultimi 20 anni si è effettuata molta parecchia prevenzione sia attraverso campagne educazionali, sia attraverso l’installazione di impianti idonei come i depuratori, in Italia è presente acqua potabile in tutto territorio nazionale e i periodici controlli permettono di verificare che durante il tragitto che l’acqua compie dall’acquedotto al contatore non viene contaminata.

Nonostante ciò però dal contatore ai rubinetti a causa delle tubature vecchie, mancanza di manutenzione, ristagni d’acqua e autoclavi, potrebbe sporcarsi di impurità.

Andrebbe effettuata quindi con cadenza annuale un’analisi microbiologica, così come arrivato ad una certa età è consigliato fare continue visite di controllo per monitorare la situazione fisiologica lo stesso va fatto con l’impianto idrico dell’acqua potabile.

Come ho già preannunciato all’inizio di questo articolo puoi farlo spendendo pochi euro attraverso un kit fai da te, o gratuitamente rivolgendoti all’ASL o a una ditta specializzata.

Tu ricordi l’ultima volta che hai fatto analizzare la qualità dell’acqua del tuo contatore?

Se non lo hai già fatto cosa stai aspettando?